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Sostanze ritenute “nocive” nei cosmetici

Sostanze ritenute “nocive” nei cosmetici
Posted on 24/11/2013, da
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SOSTANZE RITENUTE “NOCIVE” ma prima di giudicarle tali, documentiamoci

Negli ultimi tempi si sta dando molta importanza ad un tipo di cosmetico che segua determinati requisiti dettati dai claim,  specie dalle multinazionali che li mettono in evidenza in modo determinante. Sulla scia della naturalità e della predominanza del Bio, che ha preso piede ormai tra gli attenti consumatori e blogger, si presta grande attenzione agli ingredienti cosmetici  anche se qualcuno di questi non ha valenza positiva. Precisando che  le sostanze ammesse dal Regolamento 1223/2009 che compongono i cosmetici   sono considerate sicure alle percentuali di utilizzo consentite,  riporto di seguito alcune sostanze  messe costantemente in discussione per svariati motivi sia per motivi etici che ecologici.

 

●  Parabeni: Butil/ Metil/Etil/ Isobutilparabeni. Ultimamente molto criticati, rimangono però i migliori conservanti e antibatterici, ad ampio spettro d’azione e a  costo basso. Sembra sia stata attribuita loro attività estrogenica-simile tale da essere rischiosa per la salute umana. Tesi tuttora sotto discussione e non certa in quanto non sono utilizzati in grandi percentuali, quindi, dal momento che la pelle è in grado di metabolizzare in parte le sostanze con cui è a contatto, vi sarà poi una degradazione  in sostanze innocue.

 ●  Ftalati: alcuni tipi di ftalati sono tossici a livello riproduttivo. In cosmetica quelli nocivi non sono utilizzati. L’unico usato in Europa è il Dietilftalato usato per rendere amaro l’alcol usato nelle preparazioni cosmetiche. La sua sicurezza, tuttavia, nell’ambito cosmetico è stata confermata.

●  Triclosan: 5-Cloro-2 (2,4-diclorofenossi) Fenolo con azione antibatterica. Se somministrato per via topica, il Triclosan può provocare irritazione della pelle, vesciche e dermatite da contatto. Per via sistemica, anche in piccole quantità, può causare sudorazioni fredde, collasso circolatorio, convulsioni, coma, edema polmonare non cardiogenico, paralisi respiratoria e morte. Usato nei saponi liquidi, lavande vaginali, deodoranti, dentifrici, prodotti per l’igiene orale; rinvenuto nel latte materno e nei pesci.

 

●  Sodium Lauryl Sulfate (SLS), Ammonium Lauryl Sulfate (ALS), Sodium Laureth Sulfate (SLES), Ammonium Laureth Sulfate…ovvero tensioattivi impiegati nella preparazione dei detergenti. La loro particolarità sta nell’avere  un buon potere sgrassante, schiumogeno e lavante; hanno un basso costo, potere viscosizzante e buona compatibilità con altri ingredienti, ma sono altrettanto irritanti per la pelle e per il cuoio capelluto (affermazione discutibile a mio parere in quanto personalmente non sempre riscontrabile nei prodotti che giornalmente si utilizzano).

 

●  Ammoni quaternari (surfactanti cationici): Benzalconio Cloruro, Stearalconio Cloruro, Cetrimonio Cloruro. Azione: conservanti, surfactanti, germicidi. Usati nei balsami per capelli. Caustici, possono irritare la pelle e gli occhi, allergenici, tossici.

 

●  MEA, DEA, TEA: Monoetanolamina, Dietanolamina, Trietanolamina. Azione: fattori di consistenza negli shampoo, possono causare reazioni allergiche, problemi oculari, secchezza della pelle o dei capelli.

 

●  Alcol Isopropilico: usato raramente ormai; prodotto da un derivato del petrolio (Propilene).Tende a seccare ed irritare la pelle alterandone il naturale mantello idrolipidico; la pelle diventa più vulnerabile ai virus, funghi, batteri.

●  Derivati del Silicone: Dimeticone, Ciclometicone ecc.. Sono sostanze non biodegradabili la cui funzione è quella di rendere il cosmetico piacevole al tatto; sono accusati di creare una pellicola occlusiva su pelle-capelli, non  consentendo la normale respirazione della pelle. Tesi non valida per tutti i siliconi.

 

●  Paraffina Liquida, Petrolati: sono sostanze comedogeniche ed occlusive quindi favoriscono la formazione dei punti neri specie nelle pelli grasse a tendenza acneica. Si ha la formazione di  uno strato impermeabile che facilita l’insorgenza di irritazioni e dermatiti. Sono (o meglio sono state in quanto si tende ad usarli poco) presenti nelle creme viso, corpo, mani.

 

●  Glicole Pentilenico: usato come umettante e solvente, pare causi problemi di dermatite.

 

●  EDTA bisodico e tetrasodico: usati come agenti chelanti dei metalli presenti nell’acqua o nei coloranti, pare siano poco biodegradabili e dannosi per l’ambiente. Anche questi composti sono usati in percentuali poco determinanti quindi la loro condanna è giustificata fino ad un certo punto.

 

●  BHA (Butilidrossianisolo) ed il BHT (Butilidrossitoluolo), impiegati come  antiossidanti per evitare l’irrancidimento degli oli utilizzati nei cosmetici. Sono sospettati di essere pericolosi disturbatori endocrini.

Trarre una conclusione dopo quanto scritto non è facile specie per gli addetti ai lavori. Le varianti sono tante e ogni sostanza meriterebbe approfondimenti. Di certo l’esecuzione di test di irritazione cutanea, e di sensibilizzazione sul prodotto finito o sulle materie prime da parte delle aziende potrebbe contribuire a definire un contorno più lineare sull’allarmismo suscitato negli ultimi tempi. Ad ogni modo, credo che al momento si possono fare sogni tranquilli  nell’attesa di pubblicazioni scientifiche e documentate che confermano o smentiscono quanto riportato fino ad ora. Sostanze cancerogene o mutagene (CMR) non sono ammesse in cosmetica dal momento che la valutazione sulla sicurezza generalmente viene effettuata da esperti. Cosmesidoc, tuttavia, provvederà all’informazione costantemente aggiornata ove necessaria cercando di avvalersi di fonti certe e documentate ai fini di una spiegazione corretta per il lettore.

Se volete approfondire ulteriormente l’argomento, suggerisco questo articolo pubblicato su OggiScienza

 

About Mara Alvaro

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Mara Alvaro. Dottoressa in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, specializzata in Scienza e Tecnologia Cosmetiche e Informatore Cosmetico Qualificato.