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Smalti per unghie: Intervista alle formulatrici di KyLua

Smalti per unghie: Intervista alle formulatrici di KyLua
0 commenti, 17/05/2015, da, in Smalti Unghie
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KyLua Lab R&D_Le dottoresse Iga Gajewska e Marica MagnaniL’interesse e la curiosità sull’argomento smalti ha raggiunto un livello così alto che mi sono avvalsa della preziosa collaborazione di un’azienda italiana che opera nel settore unghie, proprio per approfondire alcuni aspetti che riguardano smalti classici e smalti semipermamenti, prodotti che hanno ormai invaso il mercato cosmetico in modo imponente.  Intervengono per noi le dottoresse  Iga Gajewska e Marica Magnani del Laboratorio R&D di KyLua, azienda locata a Castel Bolognese, RA n.d.r.. , che vanta il made in Italy dei loro prodotti. Le dottoresse sono esperte nella formulazione di prodotti per unghie, hanno dimostrato grande professionalità e preparazione nel settore!

Il lavoro del formulatore di smalti per unghie, sfrutta creatività nelle idee e soprattutto nella scelta dei colori. Cosa vi ispira nella scelta di questi ultimi?

Qualcuno ha detto: “ Il pensiero creativo consente di guardare il mondo da una prospettiva più ampia e scorgere opportunità dove gli altri non le vedono”. È proprio vero, per creare nuovi prodotti e nuove colorazioni è fondamentale trovare/scorgere quell’input che ti porta proprio a cercare qualcosa di differente. Noi chimici del Laboratorio R&D di KyLua in collaborazione col laboratorio Creativo (in particolare delle figure che seguono le richieste di mercato e le tendenze moda internazionali), monitoriamo costantemente ad esempio le sfilate della stagione successiva, ma anche le uscite dei competitor (che ricordiamo sono tutte produzioni che vengono dall’estero: americane, tedesche ecc.) e questo “studio” permette di intuire verso quali prodotti e tonalità “in” le donne saranno orientate, e di produrle per tempo. La moda, da sempre, condiziona le scelte degli individui. Tuttavia le nostre collezioni nail hanno anche la particolarità di potersi “discostare” dai diktat modaioli, grazie al fatto che i prodotti sono sviluppati  in azienda (a Castel Bolognese, RA n.d.r.) e non vengono importati dall’estero (in quel caso i prodotti sono come arrivano, punto e basta, senza possibilità di cambiamento).

KyLua possiede il proprio Laboratorio e se si comprende che “manca un colore” a quelli imposti dalla moda, un colore che per bellezza o particolarità intrinseche “sarebbe un successo”, allora noi dottoresse non facciamo altro che produrlo per poi lanciarlo sul mercato, in esclusiva. In KyLua consideriamo la persona come “il Centro del Mondo”: ognuno ha proprie caratteristiche individuali: non crediamo che “un’unica soluzione” rappresenti la soluzione ideale per tutti. E riferendoci alle operatrici diciamo: esaltiamo il singolo, ad esempio non proponendo a tutte lo stesso colore sulle unghie, o la stessa forma, solo perché è la moda a dirlo; ci sono colori indicati di più per le carnagioni chiare e delicate e altri appropriati per quelle più scure e olivastre. La moda ci può ispirare, ma ognuno di noi deve scegliere liberamente per sé. Detto questo e senza entrare ancor più nel merito delle operatrici delle unghie.

Il nostro compito è consegnare loro il prodotto migliore. In particolar modo se decidiamo di “replicare un prodotto già esistente”, lo facciamo attenendoci rigorosamente alle normative, pertanto il nostro compito è comprendere prima di tutto l’utilizzo, gli INCI e il perché della presenza di ogni singolo ingrediente nella formulazione. Al termine di questa analisi,  “riformuliamo” completamente quel prodotto, secondo normativa e secondo buon senso, rispondendo sempre al dogma KyLua che possiamo sintentizzare come segue: “la bellezza non deve fare male“. 

NASCITA DEL PROGETTO CREATIVO

Succede anche spesso (come in tutti i lavori), che l’idea di una nuovo prodotto, nasca semplicemente da una giornata “stimolante”, una situazione, un oggetto, una conversazione (anche fuori dall’ambito professionale) che ti “accende una lampadina” mette in moto un’idea che poi verrà sviluppata in laboratorio.  Non dimentichiamo infine che la creazione dei colori che sembra una cosa banale, in realtà è una cosa difficilissima soprattutto quando esistono già tante tonalità. Tuttavia, a volte ti alzi alla mattina e percepisci chiara la “vena creativa”, allora quando si arriva al lavoro, dopo aver sbrigato le urgenze (se ci sono), si da sfogo alla “magia” ed è li che nascono le colorazioni più belle.

Quali sono le caratteristiche che secondo voi contraddistinguono uno smalto di qualità?

IMG_0641Materie prime utilizzate, ciclo di produzione e controlli effettuati sul prodotto finito. Gli smalti tradizionali sono lacche sintetiche composte principalmente da solventi, nitrocellulosa, resine, plastificanti e altri componenti minori. La ricerca continua porta allo sviluppo di formulazioni sempre più sicure, per esempio oggi le formulazioni non contengono più i 3 principali componenti tossici che fino a pochi anni fa erano presenti in tutti gli smalti (formaldeide, toluene e ftalati); ma questo non esclude che in commercio si trovino ancora, anche se per legge non possono più essere utilizzate (quindi il consiglio imperativo a tutte le operatrici e fruitrici é: VERIFICATE sempre gli INCI!). Ricordiamo che per la Formaldeide vi è una percentuale ammessa massima del 5%. Oltre agli ingredienti è importante verificare anche se la casa produttrice (come fa da sempre KyLua) ha effettuato test sui prodotti finiti, se possiede le previste certificazioni, se ha una politica aziendale che mette al primo posto la salute del consumatore (vi sono aziende molto famose che utilizzano ingredienti mediocri e altre molto meno famose che invece avendo fatto una scelta aziendale che rispetta la salute dell’utilizzatore finale, adoperano ingredienti sicuri,). Per come la pensiamo noi, per scegliere un prodotto di qualità è necessario prima di tutto informarsi.

Quanto vengono assorbiti gli smalti sulle nostre unghie? E i semipermanenti?

Gli smalti sono prodotti sicuri utilizzati da decenni da milioni di consumatori in tutto il mondo. Le unghie sono composte principalmente da cheratina, la quale è dura e abbastanza impermeabile. Una volta che lo smalto è asciutto, gli ingredienti che compongono lo smalto sono aggregati nel film di vernice e non possono essere assorbiti dal corpo, né evaporare. Lo stesso discorso vale per gli smalti semipermanenti e gel. Ovviamente c’è quell’istante dove lo smalto è liquido e il gel non è ancora polimerizzato in cui probabilmente si ha una penetrazione superficiale dei componenti nella cheratina dell’unghia, (e rammentiamo comunque che il livello di esposizione per onicotecniche e clienti è basso e ben al di sotto dei livelli cosiddetti di attenzione). Sul passaggio dei prodotti nel circolo sanguigno dubitiamo fortemente (al punto di escludere la possibilità), in considerazione appunto delle piccole quantità di prodotti utilizzati e la capacità impermeabilizzante della cheratina dell’unghia.

Durante la gravidanza è consigliabile fare uso di smalti classici, semipermanenti o fare ricostruzione unghie?

IMG_0644Normalmente durante la gravidanza viene sconsigliato di applicare qualsiasi tipo di smalto (tradizionale e permanente), nonché di fare la ricostruzione unghie. La pericolosità è data in primo luogo dai solventi presenti all’interno degli smalti e del liquido utilizzato per la rimozione di essi, perché durante le operazioni di applicazione e rimozione si respirano questi solventi, che sono fortemente irritanti, figuriamoci in gravidanza che si hanno i sensi ancor più suscettibili!  Stesso discorso per le resine acriliche di cui sono composti gli smalti semipermanenti e i gel in commercio (NON quelli KyLua): sono per lo più composti acrilici con odori caratteristici (pungenti) fastidiosi per le mucose. Poi in ogni caso per questi servizi, vengono in linea generale applicate sostanze chimiche (non naturali!) che sono classificate chimicamente come irritanti (vedi smalti permanenti, gel per la ricostruzione e alcuni componenti degli smalti tradizionali). Queste potrebbero generare allergie sia nella madre (visto che in gravidanza gli equilibri del corpo vengono spesso sconvolti) che nel nascituro; sebbene tale affermazione non sia stata ancora dimostrata, perché rischiare? É buona norma evitare, per lo meno in gravidanza, tutto ciò che potrebbe creare danni. In questo senso, la risposta è utilizzare sempre  il buon senso, poiché ricordiamoci  anche che in qualsiasi cosa vi sono sostanze pericolose e irritanti che esse siano creme, shampoo, bagnoschiuma, ma anche tessuti (ad esempio quelli sintetici sono sempre composti acrilici!), addirittura nei cibi (che spesso contengono coloranti, conservanti e additivi che sono davvero pericolosi). Fate scelte ragionate sia che si tratti di smalti sia che si tratti di cibo, e alla base di questa scelta è sempre l’informazione e la conoscenza che ci aiutano nel distinguere i prodotti.

Ci sono sostanze che andrebbero evitate e messe in discussione nella preparazione degli smalti?

Nella formulazione degli smalti tradizionali si utilizzano una serie di componenti fondamentali:   

Solventi: acetato di etile e acetato di butile – servono per sciogliere la nitrocellulosa

Nitrocellulosa: agente filmogeno

Resine: conferiscono adesione,resistenza e brillantezza

Plastificanti:conferiscono flessibilità allo smalto

Addensanti/gelificanti: per mantenere i pigmenti in sospensione

Stabilizzanti: evitano la degradazione del colore

Pigmenti/coloranti: conferiscono effetti cromatici

Sostanze funzionali: varie sostanze utilizzate per “arricchire” gli smalti (es estratti naturali, oli, vitamine, ecc)

Sono già state eliminate per legge alcune sostanze pericolose quali Toluene (solvente), Formaldeide (indurente e conservante), Canfora (plastificante) e Dibutilftalato (agente filmogeno). Alcune case produttrici dichiarano anche l’assenza nei propri prodotti di Resine di Formaldeide, che non è la formaldeide ma una resina di essa (es. resina toluene sulfonamide formaldeide).

Il consiglio è sempre quello di controllare le etichette e verificare l’assenza di queste sostanze, per quanto riguarda gli altri componenti per ora non ci sono istruzioni specifiche sulla pericolosità.

Verso quali tendenze si sta muovendo il mercato?

Il mercato dei prodotti per le unghie è in continua evoluzione ed espansione. Per quaIMG_0645nto riguarda il largo consumo (quindi prodotti da profumeria e farmacia, parafarmacia ecc.), l’obiettivo attuale  deve rispondere alla richiesta di avere un unico prodotto smalto semipermanente che possa essere “fatto a casa” o in Istituto, ma attraverso un unico passaggio (più o meno come lo smalto tradizionale), e che questo prodotto abbia una durata pari a quella di una ricostruzione. I nuovi prodotti nati negli ultimi tempi, e che sono stati anche presentati in occasione dell’ultimo Cosmoprof  2015 (ad esempio UNIKO di KyLua), sono proprio smalti semipermanenti che non hanno bisogno né di adesione,  né di lucido/sigillante sopra: il mercato richiede dunque facilità di applicazione e velocità e semplicità di rimozione. Il must è avere il prodotto “fai da te” che appaia e sia comunque al pari del trattamento professionale. 

Il nostro compito in laboratorio, ultimato il prodotto, è quello di elaborare su di esso al fine di ridurre prima di tutto le tempistiche di lavoro per rispondere alle esigenze dei professionisti dell’estetica, di creare compositi sempre più automodellanti che non colino in modo da utilizzarne corrette quantità (mai di più) e infine permettendo in questo modo fasi di limatura sempre più abbreviate.  Inoltre con l’avvento della tecnologia LED si cerca di anche di velocizzare la polimerizzazione dei compositi; cerchiamo nel nostro piccolo anche di abbassare i costi dei prodotti, pur utilizzando sempre materie di prima di qualità. Per quanto riguarda gli smalti semipermanenti si cerca di migliorare l’aspetto estetico (brillantezza, colore) e la durata, pur riducendo il numero di passaggi e di prodotti da utilizzare.

Per concludere, una riflessione personale: l’aspetto negativo della grande e incontrollata diffusione dei prodotti e trattamenti per le unghie (ad esempio su internet si trova di tutto!), porta però anche alla presenza sul mercato (nei cassetti delle operatrici professionali e sulle mensole di casa) di prodotti “scadenti se non addirittura pericolosi”. Tutto ciò è possibile perchè i fruitori spesso cercano un prodotto “al risparmio” e sfortunatamente passa in secondo piano l’importanza della salute e quindi della qualità del prodotto. Purtroppo in Italia vale la regola che “fatta la legge, si trova l’inganno” e così la ricostruzione delle unghie e tutti i prodotti per la cosmesi delle unghie sebbene facciano parte della cosmetica, non sono al momento regolate con dovizia, e c’è una sorta di “nebulosa” su cosa si possa usare e cosa no, in più vi è una totale assenza di controlli di legge… Tali condizioni permettono la proliferazione di sedicenti marchi professionali, di non chiara origine, né tanto meno di onesto operato. Loro dopo avervi venduto “il mondo” scompaiono, a voi invece restano danni alle unghie per anni. Ne vale la pena di risparmiare e per questo incorrere in seri rischi per la salute? Fate i vostri conti.

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About Mara Alvaro

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Mara Alvaro. Dottoressa in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, specializzata in Scienza e Tecnologia Cosmetiche e Informatore Cosmetico Qualificato.